Una vita di Pier Paolo Pasolini, anzi due, nel libro di Ascanio Celestini

Il
libro di Ascanio Celestini, "Pasolini" (Editori Laterza, 224
pagine, 18 Euro), racconta – come recita il sottotitolo – "Una
vita, anzi due". Pasolini nudo contro il suo tempo. E contro il
nostro. Ascanio Celestini sfida Pasolini in un corpo a corpo con la
memoria. Ne esce un libro urgente, necessario, scomodo. Senza filtri.
Senza scuse. Vincenzo Cerami l'aveva capito: prendete tutta l'opera
di Pasolini, dalla prima poesia infantile fino all'ultimo
fotogramma di Salò, e avrete il ritratto, il disegno della
storia italiana dalla fine del fascismo alla metà degli anni
Settanta. Ascanio Celestini rilancia: facciamone un gioco. Un gioco
vero, un azzardo pericoloso, che costringe a guardare in faccia le
nostre contraddizioni. 1964: l'Italia del boom sta già
franando, si trama un colpo di Stato e Pasolini che fa? Gira Il
Vangelo secondo Matteo. Provocazione? Fuga? O uno sguardo così
lucido da vedere due millenni di storia nello stesso momento?
Valle Giulia, marzo 1968: gli studenti si scontrano coi poliziotti e
Pasolini osa scrivere «io simpatizzavo coi poliziotti». E poche
righe dopo «Siamo ovviamente d'accordo contro l'istituzione
della polizia». Tradimento? Follia? O l'unico intellettuale
italiano che aveva il coraggio di rifiutare le ovvietà del proprio
tempo?
Il gioco è dunque quello di rimettere Pasolini nel
suo tempo. Un tempo che fu breve e pieno. E che oggi è possibile
guardare per intero, dall'inizio alla fine. Smettiamola con le
domande inutili del tipo «chissà cosa direbbe Pasolini oggi» della
distruzione di Gaza, del capitalismo di Stato in Cina o della guerra
in Ucraina, di Internet e dei social! E raccontiamo non un solo
Pasolini, ma almeno due: il poeta friulano e il regista romano,
l'intellettuale corsaro e l'uomo fragile, il profeta della
società dei consumi e la vittima della violenza di uno dei grandi
'misteri italiani'. Ascanio Celestini vuole ritrovare lo
sguardo del poeta. Solo così Pasolini resta una presenza viva, un
interlocutore necessario per chiunque voglia comprendere le
contraddizioni del presente.
Ascanio Celestini è nato a Roma nel 1972. I suoi testi sono legati a un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni relative alla storia recente e all'immaginario collettivo. Tra i suoi ultimi spettacoli teatrali, Laika (2015), Pueblo (2017) e Rumba (2023), che fanno parte della trilogia all'origine di Poveri cristi. Per il cinema ha realizzato due film, La pecora nera (2010, in concorso alla 67a Mostra del cinema di Venezia) e Viva la sposa (2015, in concorso alle Giornate degli autori a Venezia). Il suo disco Parole sante ha vinto il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell'anno e il Premio Arci "Dalla parte buona della musica". Per Einaudi ha pubblicato, tra l'altro, Barzellette (2019), Radio clandestina (2020), I parassiti (2021) e Poveri cristi (2025). Per Laterza è autore di Un anarchico in corsia d'emergenza (con M.L. Gargiulo, 2015).
D. P.