Una confessione inaspettata e una scia di morte nel giallo di Terry Deary

Il
romanzo di Terry
Deary,
"Sono un assassino" (Newton Compton Editori, 352 pagine, 12,90
Euro, traduzione dalla lingua inglese di Alessandra Maestrini),
racconta – come recita il sommario – "Un viaggio, una
confessione inaspettata, una scia di morte". Quattro sconosciuti,
un treno notturno, una rivelazione scioccante: «in realtà, sono un
assassino». "Brillante e venato di un'ironia nerissima... l'ho
divorato fino all'ultima pagina" per Janice Hallett; «Sinistro e
divertente. Un vero spasso», per
The Sun; «Intelligente e
scritto con grande maestria», a giudizio di
The Guardian; «un
giallo irresistibile, arguto e avvincente. Perfetto per i fan
di Knives Out», per Press Association. È il 1973 e le vite di
tre persone vengono stravolte quando, sul treno notturno per
Newcastle, condividono lo scompartimento con un uomo qualunque,
occhiali e aria insignificante. Quello che sembra un incontro
casuale, destinato a dissolversi all'arrivo in stazione, si
trasforma invece nell'innesco di una spirale di eventi
imprevedibili. Entro la fine del giorno successivo, infatti, uno di
loro sarà morto, un secondo inizierà a ricattarne un altro e un
terzo sarà costretto a commettere un crimine. E tutti saranno sotto
l'occhio attento di Aline, una poliziotta locale. Quando i cadaveri
iniziano a moltiplicarsi, la domanda diventa inevitabile: quanti
assassini ci sono davvero in giro... e chi sarà la prossima vittima?
In un clima in cui fidarsi di qualcuno è un azzardo e non fidarsi è
ancora peggio, l'unica cosa certa è che il viaggio non finirà
affatto come previsto.
Terry Deary è un attore e uno scrittore britannico con all'attivo numerosi libri per ragazzi tradotti in 45 lingue. Da sempre appassionato di narrativa crime, con Sono un assassino approda finalmente alla narrativa per adulti.
D. P.