Un dizionario a cura di Olivier Beigbeder per scoprire la simbologia dell’arte romanica

11.08.2022

Dal X al XII secolo in gran parte dell'Europa si svilupparono forme peculiari di arte e architettura religiose conosciute come romanico. Tale linguaggio, sacro e artistico allo stesso tempo, utilizzava un complesso codice simbolico capace di illustrare plasticamente e nei minimi particolari il contenuto della Sacra Scrittura. Il "Dizionario dei Simboli romanici" (Jaca Book, 377 pagine, 50 Euro), curato dallo storico dell'arte e dell'architettura Olivier Beigbeder, conduce il lettore alla scoperta e alla comprensione di tale universo. Il libro non affronta il romanico in tutti i suoi aspetti, ma si concentra in modo specifico sul simbolismo dei mostri, degli animali, delle piante e degli esseri umani raffigurati nelle opere d'arte e architettoniche. La legge che governa l'universo simbolico romanico è l'ambivalenza: ogni simbolo è adatto, per sua natura, a significare sia il bene sia il male. Quanto meno può apparire intelligibile, il simbolo, tanto è più ricco di significati.

Il "Dizionario dei Simboli romanici" rispetto al precedente "Dizionario Simboli del Medioevo" - che rappresentava un'introduzione di ampio respiro sul mondo visto con gli occhi di un uomo di quell'epoca - realizza un approccio più organico alla sterminata materia attraverso la forma del lessico. Le voci che lo compongono sono disposte in ordine alfabetico, ricche di riferimenti reciproci, corredate da illustrazioni e disegni. Un'impresa non facile dato che il mondo dei simboli restituisce sempre delle prove relative, delle certezze mai assolute: ogni pretesa totalizzante non rispetterebbe uno dei tratti fondamentali del simbolo stesso che è l'ambiguità, la possibilità di essere letto in modi diversi, talvolta addirittura opposti. Olivier Beigbeder cerca di svelare l'essenza di tali ambivalenze che caratterizzano il linguaggio simbolico dell'arte romanica attraverso la decifrazione e la comparazione tra immagini. Le voci che compongono il dizionario concordano e interferiscono tra di loro continuamente: l'essenzialità del simbolo può essere letta attraverso molteplici sfumature, in particolare nel contesto dell'opera d'arte in cui spesso è facile trovare più di quanto non abbia inteso immettervi l'autore. Proprio per tali ragioni, decine di interpretazioni diverse non arriverebbero in ogni caso a esaurire tutte le varietà di significati che un simbolo può offrire. La ricchezza del "Dizionario dei Simboli romanci" risiede proprio nella possibilità di scelta che lascia al lettore affidandosi alla sua esperienza, al suo mondo culturale, al suo potere di decifrazione, ma soprattutto al suo punto di vista sul sacro. Capitelli, tralci abitati e fregi rappresentano dimensioni all'interno delle quali i simboli non sono delle forme inanimate e immobili, ma elementi vivi e dai mille linguaggi.

Massimiliano Palmesano