“Un calice di veleni”: la prima volta noir di Lucia Berardi

Il romanzo di Lucia Berardi, "Un calice di veleni" (Neos Edizioni, 184 pagine, 17 Euro), racconta: rientrata a lavorare dopo una grave malattia, la giornalista Fosca Prandi viene inviata in Val Maira per un reportage sulle opere di Hans Clemer. Ma una morte sospetta rompe la serenità del luogo: tra arte, menzogne e veleni, l'insospettabile verità sarà pericolosa da scoprire. Fosca, che prima del cancro ha svolto inchieste importanti, riprende l'attività nelle montagne cuneesi con un incarico tranquillo tra arte e paesaggi alpini a lei noti fin dalle vacanze giovanili con la famiglia. Ma quella che dovrebbe essere quasi una pausa rigenerante nella quiete della valle si incrina presto. Infatti durante il suo soggiorno, Anita – amica di vecchia data, mamma di un ragazzino autistico – scompare. Il corpo della donna viene ritrovato sulle rive di un lago: tutto fa pensare al morso di una vipera, ma l'autopsia insinua dubbi inquietanti. In paese serpeggiano i sospetti e Fosca si trova coinvolta in una indagine che dalle montagne la porta fino a Milano, in un mondo economico corrotto, dove si intrecciano avidità e insospettabili complicità. I dialoghi efficaci e l'attenta ricostruzione ambientale accompagnano il lettore in una discesa nell'oscurità fino alle drammatiche pagine della rivelazione finale. Ecco un assaggio del libro: "...Chissà se quei tratti delicati appartenevano a una fanciulla del posto? I capelli sciolti, gli occhi pudicamente abbassati sul bambino, fanno pensare alla semplicità di una contadina. L'incarnato pallido, invece, è quello di una dama di corte. I santi che la circondano, anche se in abiti religiosi, potrebbero essere pastori, bottegai, falegnami o maniscalchi. Cinque secoli fa, a Seles, dovevano essercene parecchi. Il più giovane, a destra di Maria, ha in mano un calice da cui escono l'effige di un drago e un piccolo serpente... Nel medioevo si era diffusa la leggenda del santo che, per smascherare chi voleva ucciderlo, aveva fatto uscire una serpe da una coppa di vino avvelenato…".
Lucia
Berardi è nata a Torino e vive a Villarbasse, sulla collina tra
Val Sangone e Val di Susa. Ha una nipote quasi undicenne e una
cagnolina, Nelly, sua compagna di passeggiate nei boschi intorno a
casa.
Dopo aver insegnato a lungo materie letterarie, ha potuto
dedicarsi con più agio a passioni presenti da sempre nella sua vita:
la natura, i viaggi, la letteratura e il teatro, scoprendo a sua
volta il piacere di scrivere. È così stata allieva di Davide Longo,
in laboratori della Holden e nei suoi workshop residenziali di
lettura e di scrittura. Il suo primo romanzo, Mai visto il mare,
Baima Ronchetti, 2020, ha vinto il primo premio nel Concorso La
quercia del Myr 2021 e la Targa Fenoglio, nell'ambito del Premio
Città di Moncalieri nel 2022. Nel 2023 è uscito il suo romanzo
storico Due zoldani, Echos. Durante un corso tenuto da Massimo
Tallone, ha inventato il personaggio di Fosca, giornalista coraggiosa
e intraprendente, che ha voluto riprendere in questo libro, in cui si
confronta per la prima volta col genere noir.
D. P.