“Storia del Napoli”: una squadra, una città, una fede nel libro di Gigi Di Fiore

Il
libro di Gigi Di Fiore, "Storia del Napoli" (Utet, 576 pagine,
17,50 Euro, edizione aggiornata per l'anno del centenario),
racconta – come recita il sottotitolo – "Una squadra, una
città, una fede". "Napoli e la sua squadra: una storia parallela
che esprime lo spirito e l'identità di una città unica al mondo".
Il Napoli ha sicuramente un posto d'onore tra le tifoserie più
passionali del mondo. Per rendersene conto, basta entrare allo stadio
durante una partita: il Napoli è diverso dalla maggior parte dei
club professionistici. Squadra dalla chiara connotazione identitaria,
l'amore con la città ha radici profonde che si diramano sotto il
tessuto cittadino, dal Vomero, passando per i Quartieri spagnoli, giù
fino al mare. Ed è proprio qui che inizia la storia del calcio a
Napoli, quando sul finire dell'Ottocento un gruppo di marinai
inglesi allestisce un campo vicino al porto, al Mandracchio.
Dalla
nascita del club nel 1926 è un susseguirsi di imprese gloriose e
rovinose disfatte: un moto armonico del tutto simile a quello della
città. Il Napoli, infatti, finisce per incarnare fino in fondo gli
eccessi e le contraddizioni, sociologiche e culturali, di un'intera
metropoli. Squadra popolare e interclassista, che accomuna nella
"malattia" del tifo il sottoproletario, l'operaio, il
professionista e l'uomo di cultura, diventa subito strumento e
simbolo del riscatto rivendicato da una ex capitale mortificata nei
suoi antichi splendori. Squadra condizionata dal contesto sociale
urbano, anche negli aspetti deteriori, come ha dimostrato in alcuni
momenti l'inquietante ombra dei clan della camorra. Con il consueto
rigore, Gigi Di Fiore ricostruisce l'avventurosa Storia del Napoli.
La storia dei suoi istrionici presidenti, da Achille Lauro ad Aurelio
De Laurentiis, e soprattutto la storia dei suoi molti campioni, da
Sallustro a Sívori, da Zoff a Krol, fino a Cavani, Lavezzi, Higuaín,
e ai protagonisti dell'epica cavalcata del terzo scudetto come
Osimhen e Kvaratskhelia. Su tutti, naturalmente, splende la stella
Maradona, fuoriclasse controverso, protagonista della stagione più
gloriosa della squadra, mito ed espressione congeniale di una città
unica al mondo.
Gigi
Di Fiore, storico, già redattore al "Giornale" di Montanelli, è
editorialista del "Mattino" di Napoli, di cui è stato inviato
(Premio Saint-Vincent per il giornalismo nel 2001; Premio Pedio per
la ricerca storica; Premio Melfi per la saggistica; Premio Guido
Dorso per gli studi sul Mezzogiorno; Premio Marcello Torre per
l'impegno civile).
Nelle sue pubblicazioni si occupa
prevalentemente di criminalità organizzata, di storia di Napoli e di
Risorgimento in relazione ai problemi del Mezzogiorno. Tra i suoi
ultimi libri: Briganti! Controstoria della guerra contadina nel
Sud dei Gattopardi (2017), L'ultimo re di Napoli.
L'esilio di Francesco II nell'Italia dei
Savoia (2018), Napoletanità. Dai Borbone a Pino Daniele,
viaggio nell'anima di un popolo (2019), Pandemia 1836. La
guerra dei Borbone contro il colera (2020), Il gerarca che
sfidò Mussolini. Aurelio Padovani e il fascismo meridionale (2022)
e Le Borboniche. Le grandi regine delle Due Sicilie (2024),
tutti pubblicati da Utet.
A. P.