Protesta sociale e violenza politica a Napoli in un libro di Andrea Marino

Il libro di Andrea Marino, "Dalla piazza alle armi" (Libreria Editrice Viella, 192 pagine, 24 Euro), racconta – come recita il sottotitolo – "Protesta sociale, violenza politica e lotta armata a Napoli durante gli anni di piombo". Napoli, anni Settanta: una città segnata da disuguaglianze profonde e conflitti sociali esplosivi. Mentre l'Italia vive la stagione delle lotte operaie e studentesche, il capoluogo partenopeo conosce un percorso diverso, in cui la protesta si intreccia con la marginalità urbana e il carcere, fino a sfociare nella lotta armata. Questo volume racconta questa storia rimossa, seguendo il filo che unisce le mobilitazioni del Sessantotto, le esperienze radicali di Lotta continua nei quartieri popolari e nelle prigioni, la breve e drammatica parabola dei Nuclei armati proletari e, infine, la costruzione della colonna napoletana delle Brigate rosse. Ne emergono episodi intensi e controversi – dal sequestro di Ciro Cirillo all'omicidio del vicequestore Ammaturo – che mostrano come, a Napoli, la linea tra eversione politica e criminalità si fosse fatta sempre più sottile. Un racconto rigoroso che fa di Napoli specchio delle contraddizioni dell'Italia repubblicana. Andrea Marino è ricercatore in Storia contemporanea all'Università di Salerno. Studia la storia politica dell'Italia repubblicana, con particolare attenzione alla radicalizzazione e al terrorismo nel Mezzogiorno e alla crisi del sistema politico dei primi anni Novanta. Tra i suoi libri La Campania dei partiti (Rubbettino, 2019) e L'imprevedibile 1992 (Viella, 2023).
M. P.