“Pedagogia della crisi, crisi della pedagogia”: un libro di Maurizio Fabbri

Il libro di Maurizio Fabbri, "Pedagogia della crisi, crisi della pedagogia" (Scholé-Editrice Morcelliana, 176 pagine, 16 Euro, seconda edizione riveduta e ampliata), analizza – come recita il sottotitolo – "Nuovi scenari". Può essere una dimensione paralizzante, che cancella il futuro, ma anche uno spazio di trasformazione ed emancipazione: l'idea di crisi ha preso, nella nostra epoca, il posto che il concetto di verità ricopriva nella cultura ellenistico-romana e in quella dell'Alto Medioevo. Il libro si muove tra le grandi lezioni del Novecento, innanzitutto la fenomenologia dell'empatia, il problematicismo e le prospettive aperte dalla biologia evolutiva. Da questo intreccio nasce uno sguardo sul presente più inquieto: lo scontro tra orizzonti liberal e comunitari, i nuovi sovranismi, il rischio che la pedagogia si riduca a un sapere al servizio dell'economia e della tecnica, perdendo la propria natura plurale – il suo essere insieme filosofia e prassi, teoria ed esperienza, progetto e immaginazione. Un libro per chi si occupa di educazione – insegnanti, studenti, educatori – o cerca strumenti per leggere il nostro tempo. Maurizio Fabbri è professore ordinario di Pedagogia generale e sociale presso il Dipartimento di Scienze dell'educazione dell'Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni: Oltre il disagio. Percorsi di crisi, orizzonti di civiltà (FrancoAngeli, 2018); Essere insegnanti, essere genitori. La competenza comunicativa in educazione (FrancoAngeli, 2022). Nel catalogo Scholé: Evoluzione e pedagogia. Il senso di educare, istruire, formare (2024).
D. P.