Magia e saperi occulti in un libro a cura di Beatrice Paolozzi Strozzi e Michela Pereira

"Magia e saperi occulti dal Medioevo al Seicento" (Edizioni Polistampa, 160 pagine, 15 Euro), a cura di Beatrice Paolozzi Strozzi e Michela Pereira, è un volume che raccoglie gli interventi di due cicli di lezioni: La magia nel Medioevo e nel Rinascimento, svoltosi nel 2024, e Magia e scienze occulte nell'età barocca, tenutosi l'anno successivo. Entrambi i percorsi hanno proposto un'articolata riflessione sul significato della magia e degli altri saperi operativi nella cultura europea, mettendone in luce continuità, trasformazioni e intrecci con la speculazione filosofica e l'indagine scientifica. Il filo che percorre tutti i temi e gli autori affrontati nel volume è la potenza conferita da tali saperi, definiti nel Rinascimento occulta philosophia. Una potenza ambigua: lo mostrano le accuse di magia rivolte al Petrarca, mentre nella leggenda Virgilio è visto come un mago benefico; e il sovrapporsi delle figure della vetula guaritrice e della strix demoniaca nelle accuse di stregoneria nel XV secolo. La conoscenza dei mirabilia, in cui convergono tradizioni diverse, permette al mago, all'astrologo, all'alchimista e a quanti si servono dei loro saperi, non solo di apprendere i "segreti" che la natura racchiude, ma di trarne profitto, come illustra il caso di studio della costruzione di palazzo Strozzi, la cui prima pietra venne gettata nell'ora indicata da un astrologo. Magia e astrologia venivano da una tradizione antica, seppure controversa, mentre l'alchimia arrivò in occidente nel XII sec. come una novitas, annunciando la possibilità di produrre artificialmente il lapis philosophorum o elixir, agente di perfezionamento della materia, dai metalli al corpo umano. Dal tardo Medioevo l'alchimia si diffuse fino a nutrire la riforma medica di Paracelso agli albori del Rinascimento; nutrì il pensiero simbolico dell'inglese John Dee, matematico e mago, astrologo e alchimista; fino a occupare per anni la mente e le mani di uno dei grandi padri della scienza classica, Isaac Newton, alla ricerca dello "spirito della natura".
Discendente dalla storica famiglia fiorentina degli Strozzi, Beatrice Paolozzi Strozzi ha compiuto i suoi studi liceali a Perugia e ad Arezzo, dove ha conseguito la maturità classica, vincendo la borsa di studio "Eugenio Grassi" per il greco antico. Ha poi studiato all'Università di Firenze, dove si è laureata con il massimo dei voti e la lode, discutendo con il prof. Carlo del Bravo una tesi sulla pittura in età risorgimentale e la nascita dei macchiaioli, nella prospettiva più generale del rapporto fra arte e politica. Dopo il perfezionamento in storia dell'arte presso la stessa Università (1977-'78), a seguito del concorso nazionale, è entrata nel 1980 alla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Firenze come funzionario storico dell'arte, iniziando la sua carriera all'Opificio delle Pietre Dure, allora diretto dal Prof. Umberto Baldini. Dal 1981 al 2001 è stata responsabile per la Soprintendenza della tutela di tutti i beni artistici, conservati nel centro storico di Firenze (Quartiere di Santa Croce) e dei rapporti della Soprintendenza con il Comune di Firenze. Nello stesso periodo (1981-2001) è stata membro del Consiglio dell'Opera di Santa Croce. Dal 1982 ha aggiunto a questi incarichi la vicedirezione del Museo Nazionale del Bargello, curando personalmente o in collaborazione numerose esposizioni e cataloghi del museo. Nell'aprile del 2001 è subentrata a Giovanna Gaeta Bertelà nella direzione del Bargello, lasciando tutti gli altri incarichi. Ha dedicato i suoi studi sia all'arte ottocentesca che all'arte rinascimentale, con numerosi articoli e pubblicazioni e ha partecipato come relatore o come membro del comitato scientifico-esecutivo a numerosi Convegni internazionali, anche a carattere interdisciplinare. Ha svolto incarichi di docenza in Storia dell'Arte e in Museografia presso l'Università di Firenze (in qualità di professore a contratto) e presso l'Università Internazionale dell'Arte (Firenze). Ha scoperto, nel 1994, un Crocifisso ligneo del Verrocchio, da allora esposto nell'omonima sala del Bargello ed accettato come opera autografa da pressoché tutta la critica. Con la realizzazione di due sale espositive al piano terreno del Museo, ha promosso dal 2003, per la prima volta nella storia del Bargello, mostre temporanee a carattere internazionale, che hanno riscosso grande successo di pubblico e di critica: Il David del Verrocchio restaurato (2003); Bindo Altoviti tra Raffaello e Cellini (2004); Il ritorno di Amore. L'Attis di Donatello restaurato (2005); Giambologna. Gli dei, gli eroi (2006); Desiderio da Settignano. La scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento (2007), in collaborazione con il Louvre e la National Gallery di Washington; I grandi bronzi del Battistero. L'arte di Vincenzo Danti, discepolo di Michelangelo (2008); Donatello. Il 'David' restaurato (2008-2009); I marmi vivi. Gian Lorenzo Bernini e la nascita del ritratto barocco (2009). È 'Accademico corrispondente' delle Arti del Disegno. Ha ricevuto nel 2004 il Salomone d'oro per la cultura dall'Università degli Studi di Firenze; nel 2007 il Premio "Firenze Donna", per il settore arte e cultura; nel 2008 il premio "Bel San Giovanni", per la cultura. È membro, dal 2007, dell'Executive Committee di Villa I Tatti (The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies).
Michela Pereira, nata a Pistoia nel 1948, già Ordinaria di Storia della filosofia medievale all'Università di Siena, ha focalizzato le sue ricerche sul rapporto tra filosofia, scienze del corpo e pratiche di trasformazione nel Medioevo e nella prima Età Moderna. Attiva nell'ambito italiano degli studi delle donne con contributi storici e teorici, a partire dal 1980 ha dedicato diversi studi a Ildegarda di Bingen, realizzando inoltre nel 2002, insieme a Marta Cristiani, la prima traduzione italiana integrale del Liber divinorum operum di Ildegarda per i Meridiani / Classici della Spiritualità Mondadori. Vive e lavora a Pistoia, mantenendo un costante collegamento con gli ambienti internazionali della ricerca filosofica medievalistica tramite la Società Internazionale di Studi sul Medioevo Latino.
M. P.