Le interviste dimenticate di Hitler (1923-1940) in un libro di Éric Branca

Il libro di Éric Branca, "Le interviste dimenticate di Hitler (1923-1940)" (Lindau, 272 pagine, 24 Euro, traduzione dal francese di Aldo Piccato), sottolinea che le sedici interviste contenute in questo volume – molte delle quali mai più ripubblicate – furono quelle attraverso cui Adolf Hitler costruì abilmente la propria immagine presso la stampa francese, inglese e americana nel periodo compreso tra il 1923 e il 1940. Attraverso un lavoro storico rigoroso, Éric Branca dimostra come il Führer seppe manipolare giornalisti, opinion leader e l'opinione pubblica dei paesi coinvolti nel secondo conflitto mondiale, sfruttando ambiguità, mezze promesse e un uso precoce dello «storytelling» politico. Per quanto diversi, gli autori delle interviste – importanti firme delle testate più lette –, erano tutti accomunati, in varia misura, dalla stessa miopia: «Poiché temevano la guerra, volevano credere, e soprattutto far credere ai loro lettori, che Hitler dicesse la verità quando difendeva la pace. E, errore ancor più grave, evitarono di porgli le domande a cui non voleva rispondere». Il volume offre un punto di vista unico sulle responsabilità della stampa dell'epoca, sull'illusione pacifista e sulla progressiva cecità con cui l'Europa accolse la minaccia nazista. Un libro indispensabile per chi vuole capire dall'interno il funzionamento della propaganda e gli errori che favorirono l'ascesa del III Reich.
Éric Branca, giornalista e saggista francese, è stato a lungo redattore e direttore a «Valeurs Actuelles». Specialista di storia contemporanea e delle relazioni internazionali, ha pubblicato numerosi studi sul nazismo, la politica francese e la diplomazia del XX secolo.
D. P.