La zia fragile e indomabile Oriana Fallaci in un romanzo di Antonio Perazzi

Il
libro di Antonio Perazzi, "La Repubblica autonoma di Piuca"
(Sellerio Editore, 280 pagine, 15 Euro), è – come recita il
sottotitolo – una "Autobiografia di famiglia in giardino". Da
uno dei più importanti paesaggisti e garden designer internazionali
un romanzo pervaso di grazia e ironia che racconta – pagina dopo
pagina, pianta dopo pianta – la fulgida anarchia di una famiglia
profondamente unita e allegramente scombinata, sotto il segno
burrascoso della zia più fragile e indomabile, Oriana Fallaci, a
vent'anni dalla morte. Esistono luoghi speciali, pervasi di storia
e natura, terreno fertile per memorie collettive e visioni personali:
laboratori di idee e di affetti che, come un lessico familiare fatto
di terra e radici, fiori e mattoni, raccontano la vita di una
famiglia. Questa è Piuca: «un giardino molto selvatico all'interno
del quale si trovano accidentalmente due case abitate, per più
generazioni, da una famiglia d'origine che oggi ha cognomi diversi
pur rimanendo una sola: i Fallaci stavano nel regno di valle a Casole
e i Perazzi in cima alla collina, o meglio nella Repubblica autonoma
di Piuca». Qui, nascosta sotto una vecchia rosa, riemerge – per
caso e per destino – una cassa colma di reperti incredibili. È un
tesoro che custodisce un kalashnikov accanto a un antico ricettario,
il fazzoletto rosso di un partigiano insieme a bustine di semi
rarissimi, taccuini gelosamente nascosti, fotografie segrete e una
bambola dal cappellino bordeaux. A seppellire questa cassa
leggendaria, miniera di aneddoti, era stata decenni prima Oriana
Fallaci, nel podere in cui la sua famiglia affonda le radici più
profonde.
Attraverso un'ostinata passione per questo luogo e
per l'universo di piante e simboli che lo compongono, il nipote
Antonio Perazzi ripercorre un paesaggio caparbiamente amato da
quattro genera zioni, «il luogo ideale dove nascondere qualcosa e,
forse, dove nascondersi». Tra lettere e arbusti, scatti ritrovati e
fiori ribelli, la storia del Novecento si intreccia, in questo
romanzo, al racconto autobiografico di una famiglia straordinaria,
una stirpe di artisti inquieti e selvatici: dal prozio Bruno Fallaci
scrittore come la moglie Gianna Manzini, alla madre Paola Fallaci,
giornalista e fotografa, fino alla zia Oriana, la figura centrale di
questa «autobiografia in giardino» che passa dal Chianti al
Niagara, da New York al Vietnam, da Milano a Cuba, e incrocia
personaggi memorabili come Fidel Castro e Gabriel García Márquez.
D. P.