La visione utopistica del rivoluzionario assoluto Lenin in un libro di Guido Carpi

21.07.2026

Il libro di Guido Carpi, "Lenin" (Salerno Editrice, 488 pagine, 39 Euro), racconta la visione utopistica di un rivoluzionario assoluto che ha segnato la storia del XX secolo. Il volume ne ricostruisce il pensiero e l'azione negli aspetti più fertili: la lotta intransigente contro ogni forma di sfruttamento e oppressione, la volontà di costringere la nazione un tempo dominante nell'ex Impero russo a farsi membro di una grande famiglia di popoli con uguali diritti, la fondazione di una Internazionale comunista capace di collegare le lotte sociali dell'Occidente ai movimenti di liberazione presenti nell'immensa periferia coloniale. Non priva di lacune e di gravi limiti, quali l'assenza di una vera e propria teoria dello Stato socialista o l'incapacità a contrastare quel nuovo apparato burocratico sovietico che avrebbe poi generato un'involuzione autoritaria, la visione strategica del "rivoluzionario assoluto" germina da una carica utopistica senza confini e produce l'onda d'urto politica più devastante del XX secolo.

Ha scritto tra l'altro Guido Carpi che "la vera debolezza del marxismo ottocentesco e primo-novecentesco nella sua totalità (e Lenin non fa eccezione) è l'assenza di una vera teoria complessiva dello Stato, di un artefatto teorico capace di calarsi nella realtà e di farla funzionare a modo proprio, così come – pur con tutte le contraddizioni e gli adattamenti del caso – erano state ad esempio le dottrine politiche di Montesquieu e di Rousseau. Nel leninismo, una teoria vera e propria dello Stato è sostituita dal ben semplicistico principio che quest'ultimo sia un mero strumento di dominio di classe, e che dunque, dopo l'intermezzo della "dittatura del proletariato" (un "semi-Stato" temporaneo modellato sulla Comune di Parigi), con l'instaurazione del comunismo lo Stato si sarebbe dissolto. Da qui utopie paradossali e anarcoidi, come la celebre "cuoca" di Lenin, che la mattina sta in cucina, dopo pranzo va in piscina con le amiche, nel pomeriggio amministra la cosa pubblica e la sera legge Shakespeare. Una lacuna che si rivelerà drammatica a rivoluzione appena compiuta e a cui nel 1917-1921 Lenin sopperirà con la sua indiscutibile arte di navigare a vista. A colmare tale lacuna da un punto di vista analitico – in tutt'altro contesto storico – provvederà il nostro Gramsci nelle riflessioni dei Quaderni, ma questa è altra storia". Guido Carpi è professore ordinario di Letteratura russa all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale.

V. P.


Share