La violenza contro campi Rom, baraccopoli e case occupate in un libro di Manu Cencetti

06.06.2026

Il libro di Manu Cencetti, "Sgomberi dolci" (Eris Edizioni, 112 pagine, 9 Euro), racconta – come recita il sottotitolo – "La violenza contro chi vive in campi Rom, baraccopoli e occupazioni abitative". Lo sgombero dolce è un'invenzione delle Istituzioni torinesi, poi esportata in tutta Italia. Un atto violento e militare giustificato in quanto azione umanitaria, fatta per il bene delle persone a cui si sta togliendo e distruggendo la casa, senza fornire alcuna alternativa reale. È la storia di una guerra contro la popolazione interna, quella povera, che non ha la pelle della giusta bianchezza o i giusti documenti, fatta di persone rom e non rom. L'autrice ce la racconta a partire dalle lotte dal basso portate avanti con alcuni abitanti dei "campi" di Torino che sono stati sistematicamente sgomberati nell'arco degli ultimi quarant'anni. Persone e famiglie che vivono nei margini, ma che lì continuano a costruire relazioni, possibili forme di autonomia, un posto da chiamare casa. La violenza che li colpisce è strutturale, agisce su tutti i livelli dell'esistenza e per mano della società nel suo complesso, compresi "comitati di cittadini" e associazioni e cooperative del cosiddetto Terzo settore. Questa però è anche una storia di resistenza, di chi non si arrende a subire passivamente. Una storia in cui nella lotta si riscoprono complicità e solidarietà, gioia.

Manu Cencetti nasce a Torino. Si occupa da tempo di sgomberi e violenza contro persone povere e senza casa, considerate sempre fuori posto, da cacciare o da sfruttare. Video-maker. A volte realizza documentari. Scrive e fa ricerca in modo indipendente. Cura il sito laversionedijean.it sulla storia del Platz, una grande baraccopoli di Torino, e della sua distruzione.

A. P.


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