L’odissea socialista (Nenni, Lombardi, Craxi) in un libro di Fabrizio Cicchitto

Il libro di Fabrizio Cicchitto, "L'odissea socialista" (Rubbettino Editore, 400 pagine, 29 Euro), racconta – come recita il sottotitolo – "Nenni, Lombardi, Craxi. 2 giugno 1946 - 19 gennaio 2000". Il libro ripercorre la storia del PSI dal 1921 al 2000, attraversando lo squadrismo fascista, la scissione comunista e il lungo periodo di clandestinità sotto il regime. Dopo la sorprendente affermazione del 1946, il partito smarrì la propria autonomia con il fronte popolare, che fu recuperata solo negli anni '50 con la rottura rispetto al Pcus. Seguì la stagione riformista del centro-sinistra, poi interrotta dalle resistenze conservatrici. La svolta arrivò nel 1976 con l'elezione di Bettino Craxi, che condusse il PSI a diventare la terza forza politica e promosse un rinnovamento culturale e programmatico. Con il crollo del comunismo, però, prese forma un disegno volto a liquidare i partiti di governo. Il libro interpreta Mani Pulite come un'azione giudiziaria unidirezionale che colpì il PSI e il suo leader, il quale reagì con una battaglia solitaria contro la narrazione dominante. La morte in esilio di Craxi chiude una vicenda complessa, oggi oggetto di profonde rivalutazioni istituzionali.
Ecco
i temi trattati nel libro. Il Psi dagli anni '30 con Nenni,
Rosselli, il Quarto stato, al secondo dopoguerra. La vittoria alle
elezioni del 2 giugno 1946. Il Fronte popolare e il suicidio dei
socialisti La sconfitta del Fronte popolare, la prima battaglia
autonomista ai congressi di Genova (1948) e di Firenze (1949). La
glaciazione stalinista del Psi fino al 1956. Alcune iniziative
culturali rompono il conformismo: le riviste «Movimento operaio» e
«Il Politecnico» Le conseguenze del XX congresso del Pcus e
dell'invasione sovietica dell'Ungheria. Nenni rompe con Togliatti
e con il Pci e lancia il progetto dell'Unificazione socialista I
congressi di Venezia (1957) e di Napoli (1959): decolla l'autonomismo
socialista L'inizio del centro-sinistra e delle riforme Il
durissimo 1964 (Segni, De Lorenzo, il piano Solo, il Sifar). Il
centro-sinistra moderato, l'Unificazione socialista e il suo
fallimento. La ripresa del riformismo del centro-sinistra. Inizia la
strategia della tensione: la controinformazione fu fatta in primo
luogo dai socialisti Il 1968 studentesco, il 1969 operaio, continua
la strategia della tensione, il sindacato Le elezioni del 1972, il
fallimento delle liste del Manifesto, del Mpl di Labor e del Psiup.
Il Psi e la battaglia per il divorzio. La proposta di Pietro Nenni Il
Psi dagli equilibri più avanzati alla sconfitta elettorale del 1976.
Il Comitato Centrale del Midas Bettino Craxi Craxi e il caso Moro.
L'azione di Signorile e di Landolfi Craxi e Il vangelo socialista.
L'elezione di Pertini alla presidenza della Repubblica Il Psi a
favore dell'installazione dei missili americani in risposta a
quelli russi. Dalla rottura fra Craxi e Signorile al ritorno dei
socialisti al governo. Il congresso del Psi di Palermo
con Craxi
che rilancia il riformismo con la sua mozione. La conferenza di
Rimini Il governo Craxi. L'"ultimo Berlinguer" contro Craxi,
considerato "un pericolo di destra". La battaglia sulla scala
mobile Il congresso socialista di Verona. Craxi vince il referendum,
realizza la revisione del Concordato. Sigonella. Il discorso di Craxi
alla Camera applaudito dai comunisti. Il congresso del Psi a Rimini
Dopo il governo Craxi, le elezioni del 1987: una vittoria, ma non uno
sfondamento politico-elettorale Gli anni 1988-1990. Craxi e il Psi
come coloro che son sospesi 1991-1992: per il Psi arrivano gli anni
difficili. Parte l'attacco dei poteri forti, del pool dei pubblici
ministeri di Mani pulite, del pool dei direttori dei giornali e di
una parte del Pds: un colpo di Stato moderno 1992-1994: Craxi, il
Psi, la Dc e il Pci-Pds nella vicenda di Mani pulite Dopo le elezioni
del 1994: il Psi raso al suolo La diaspora socialista Craxi in
esilio. Conclusioni: il Psi, quello vero, è finito con Craxi. Oggi
nulla, domani chissà: può scoccare una scintilla nelle nuove
generazioni. Rimane in campo la cultura socialista L'ultimo Craxi.
Fabrizio Cicchitto si iscrisse giovanissimo al partito radicale di Pannunzio, Carandini e Piccardi. Dal 1959 ha militato nel PSI. Dopo la distruzione del PSI (1994) ha dato vita con Enrico Manca al partito socialista riformista. Nel 1997 ha aderito a Forza Italia. Nel 2013 non ha condiviso la scelta di Berlusconi di togliere il sostegno al governo Letta e ha partecipato all'esperienza di NCD-AP che ha espresso una scelta per il riformismo e la governabilità, e che è stata travolta dal successivo tsunami delle elezioni del 2018 verificatosi anche per gli errori politici commessi sia dai centristi sia dal PD. Ha sempre intrecciato l'attività politica con la riflessione culturale. Adesso presiede l'associazione Riformismo e Libertà. Ha scritto: Il pensiero economico cattolico, L'alternativa socialista, Il governo Craxi, Il paradosso socialista, L'uso politico della giustizia e La linea rossa.
C. S.