L’affresco completo della biografia di Cavour in un libro di Adriano Viarengo

21.07.2026

Il libro di Adriano Viarengo, "Cavour" (Salerno Editrice, 580 pagine, 50 Euro), ricostruisce non solo la carriera pubblica di uno dei protagonisti della storia unitaria, ma anche la sua complessa psicologia alla prova delle scelte che hanno permesso di fare l'Italia. Ne emerge un affresco completo del nobile piemontese, che non tralascia di presentare il temperamento autoritario, la tenace aspirazione al cambiamento e le incertezze del personaggio destinato a passare alla storia come l'autore politico del Risorgimento.

Ecco lo stralcio di un articolo di Cavour pubblicato su "Il Risorgimento" in data 19 febbraio 1848: "La libertà, non conviene illuderci, susciterà fra noi, come suscitò altrove, vari partiti politici; questi saranno in generale diretti da alcuni uomini di opinioni decise, di spiriti ardenti, di volontà determinata. Questi uomini, qualunque sia il numero dei deputati ed il modo di elezione, saranno chiamati a far parte della Camera elettiva. E ciò è regolare, ragionevole, desiderabile, affinché la Camera rappresenti esattamente lo stato dell'opinione pubblica. Ma, se il costoro numero, senza eccezione di partiti, fosse nelle Camere soprabbondante, se venissero a costituire in certo modo la maggiorità di essa, allora ne potrebbero risultare gravi inconvenienti. Allora le passioni politiche, in vece di stimolare ed animare soltanto l'assemblea, ne infiammerebbero a dismisura gli spiriti, e ciò alla lunga sarebbe cagione di pericolose e inevitabili perturbazioni.
Ripetiamolo dunque, perch'altri non ci fraintenda: pel buon andamento dello Stato importa che nella Camera popolare si trovino in gran numero uomini di mente pacata, di spiriti pratici, utili a tutte le parti, senza il concorso dei quali riesce sommamente difficile, per non dire impossibile, il reggere a lungo un governo entro le sue vie naturali".

Ecco lo stralcio di un articolo di Cavour pubblicato su "Il Risorgimento" in data 22 febbraio 1848: "Giacché se è desiderabile che l'opinione dei deputati corrisponda a quella degli elettori, è più desiderabile ancora che la scelta di questi cada su persone di conosciuta moralità, di provata devozione al bene del pubblico; e reputiamo di molto preferibile che la Camera annoveri alcuni uomini politici di meno, ma la sua maggiorità sia composta di tali, sul carattere de' quali gli elettori possano facilmente portare un sicuro giudizio".

A. P.


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