Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina in un libro di Horacio Verbitsky

26.04.2026

Il libro di Horacio Verbitsky, "L'isola del silenzio" (Fandango Libri, 224 pagine, 19 Euro, traduzione di Andrea Grechi, nuova edizione), racconta – come recita il sottotitolo – "Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina". Buenos Aires, settembre 1979. Prima dell'ispezione della Commissione interamericana per i diritti umani viene smantellato in poche ore il centro di detenzione clandestina per gli oppositori politici costituito all'interno della Scuola di meccanica della Marina. Nella notte, tutti i detenuti sono trasferiti in un'isola dell'arcipelago del Tigre, fino ad allora utilizzata come luogo di riposo del cardinale di Buenos Aires. Ad accogliere i prigionieri è il cartello: El Silencio. Nell'isola El Silencio i detenuti saranno vittime di un misterioso programma di "disintossicazione e rieducazione". Attraverso le agghiaccianti testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti dei desaparecidos, Horacio Verbitsky – uno dei più autorevoli giornalisti argentini, impegnato a denunciare i crimini del regime militare – ricostruisce per la prima volta in questo libro la storia di terribile campo di concentramento di El Silencio, fino ad allora nascosto al mondo. Con una prosa avvincente, Verbitsky parte da El Silencio per svelare retroscena inediti del rapporto tra le gerarchie della "guerra sporca", il regime militare e le gerarchie ecclesiastiche. L'inchiesta, che suscitò enorme clamore in Argentina, incrocia alcune delle figure più importanti del Vaticano di ieri e di oggi, dal nunzio apostolico Pio Laghi fino a papa Paolo VI, analizzando anche le azioni dell'allora sconosciuto padre provinciale Jorge Bergoglio, che sarebbe diventato, nel 2013, papa Francesco. A quarant'anni dalla sua prima edizione, e a quasi quarant'anni dall'inizio della sanguinosa dittatura argentina, Fandango Libri ripropone l'inchiesta firmata da Verbitsky, un'analisi coraggiosa, documentata, che getta luce sull'assordante silenzio della Chiesa rispetto a una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento.

Horacio Verbitsky (1942). Editorialista politico del quotidiano argentino Página/12. Molti dei suoi libri hanno contribuito a porre al centro del dibattito pubblico temi come l'intreccio corrotto tra classe politica e poteri economici, la manipolazione politica della giustizia, le responsabilità del vicariato castrense nella guerra sporca. La Latin American Studies Association, che riunisce i più eminenti accademici internazionali specializzati sui temi latinoamericani, lo ha premiato "per la migliore copertura giornalistica di lungo periodo in America Latina" e per "il suo comportamento durante il regime militare, quando svolse un ruolo assolutamente fondamentale nelle indagini sulle violazioni dei diritti umani" insieme a Rodolfo Walsh nella stampa clandestina. È presidente del Centro de Estudios Legales y Sociales (CELS), del comitato direttivo di Human Rights Watch/Americas e dell'International Consortium of Investigative Journalists. Alcune sue denunce hanno contribuito all'abrogazione delle leggi di impunità di Alfonsín e Menem, nonché alla cancellazione del reato penale di oltraggio all'autorità e alla depenalizzazione della diffamazione in casi di pubblico interesse. Per Fandango Libri ha pubblicato Doppio gioco (2011) e Il volo (2017).

M. P.


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