“Il Protovangelo di Giacomo”, “Marilyn Monroe” e “Il Mago di Oz” al Teatro Erba di Torino

Nuovo appassionante weekend al Teatro Erba di Torino, il salotto della prosa e delle arti integrate a due passi dal Po. Ecco i 3 appuntamenti – riferisce un comunicato stampa - che ci tengono compagnia, i primi due per il tradizionale cartellone di Grande Prosa e il terzo per il Teatro si fa family: Venerdì 8 maggio, ore 21, IL PROTOVANGELO DI GIACOMO, Uno spettacolo blasfemo?, un lavoro scritto e interpretato da Davide Diamanti, per la regia di Silvio Eiraldi, con musiche di Fabrizio De Andrè; arrangiamenti di Michele Maccarrone (che suona dal vivo), audio-luci-video a cura di Offstage. Uno spettacolo che parla dei vangeli apocrifi, non è facile. Soprattutto in un'epoca nella quale la religione non si capisce bene che importanza abbia all'interno della nostra società che oserei definire soprattutto laica. Ma nonostante il suo laicismo, le vicende, i racconti e le persone contenute negli apocrifi possono insegnarci ancora molto. Possono essere esempi di bontà, di volontà, di partecipazione e possono migliorare quella società che ci circonda sempre più in funzione di altri, invece che di noi stessi. E così Maria è una mamma, Gesù un bambino capriccioso, Giuseppe un vecchio stanco della vita e di fare la professione del padre. Le musiche del sempre più attuale Fabrizio De André assumono all'interno dello spettacolo teatro canzone, non solo un aspetto artistico diverso e importante, ma fondamentale dal punto di vista drammaturgico per l'evoluzione della storia. Ad oggi i giovani non hanno ideali saldi per cui lottare o principi da far valere. È ovvio che essi ci siano, ma sembrano quasi sfocati, appannati da una società che non concede loro fiducia e opportunità. Ripercorrere la storia de La Buona Novella, trattando i personaggi come umani e non come divini, concede allo spettatore di sentirsi bisognoso di un ideale, con tutti i suoi difetti: la nascita, l'evoluzione, la caduta. Tra una canzone e un monologo, tra riflessioni profonde e una vena comica che concede di non appesantire lo spettacolo, la domanda che ne scaturisce è: "Perché non mi creo le mie possibilità, il mio sogno, il mio ideale?".

Sabato 9 maggio, ore 21, MARILYN MONROE, Troppo bionda per essere creduta. Melania Giglio, Danny Bignotti e Sebastian Gimelli Morosini sono i protagonisti di MARILYN MONROE, Troppo bionda per essere creduta di Melania Giglio, per la regia di Daniele Salvo. I costumi sono firmati da Daniele Gelsi e le scene da Alessandro Chiti; assistente alla regia Matteo Fiori; arrangiamenti originali Heron Borelli. Si tratta di una produzione Marioletta Bideri per Bis Tremila S.R.L. Hollywood, 1968. Un uomo siede al tavolo di un bar. Fuma tranquillamente bevendo il suo caffè. Si lascia cullare dai suoi ricordi. Si lascia accarezzare dalle sue ossessioni e dai suoi fantasmi. C'è uno spirito che in particolare lo tormenta. E' quello di una donna bionda che gli sussurra parole di miele nelle orecchie e nella mente. E' Marilyn. Marilyn che non c'è più, che se ne è andata, che lo ha lasciato solo. L'uomo al tavolo è Joe Di Maggio, il grande campione, la leggenda del baseball americano. E' stato lui ad organizzare il funerale di Marilyn. Ha curato tutto nei minimi dettagli. L'ha fatta vestire e truccare. L'ha resa di nuovo bella ed indimenticabile. Come nei suoi ricordi, come nelle sue ossessioni. Ha dato ordine che sulla tomba di Marilyn vengano portate rose rosse fresche tre volte a settimana. Sarà così fino alla morte del campione nel 1999. Alcuni sostengono che prima di morire Joe abbia sussurrato "Finalmente potrò rivedere Marilyn". A strapparlo dai suoi melanconici pensieri è un bell'uomo sui 40 anni. E' il famoso fotografo Milton Greene. E' venuto a portare delle foto a Joe. Sono le foto più belle che abbiano mai scattato alla grande diva. Sono le immagini che più di tutte hanno raccontato la sua anima. Milton Greene è stato il fotografo che ha lavorato con Marilyn durante alcuni dei periodi più intensi e creativi della sua vita. Non solo un fotografo, ma anche un amico e un confidente, Greene è l'unica figura che ha saputo vedere Marilyn per quello che era veramente, al di là della sua immagine di diva. Con lui, Marilyn ha cercato di costruire una propria carriera indipendente, fuori dal controllo delle case di produzione, e ha cercato una sua voce autentica nel mondo dello spettacolo. E' come se dalle sue immagini Marilyn risorgesse. Marilyn e la sua fragilità. Marilyn e le sue maschere. Marilyn e Norma Jeane. Due anime sempre in lotta. Due donne in un unico corpo. L'anima dolce, profonda e tormentata che deve mandare in scena lei, l'altra, l'oca bionda, quella che piace tanto agli uomini, quella che piace a tutti. I suoi diari, le sue poesie segrete che non faceva leggere a nessuno. Le gravidanze perdute, innumerevoli (probabilmente per una questione di endometriosi). Il corpo che non risponde più. Ingrassare, dimagrire, ingrassare di nuovo. Le gravidanze isteriche. E poi pillole. Pillole di ogni genere. Pillole che i medici e gli psichiatri le prescrivono in quantità. Pillole per dormire. Pillole per svegliarsi. Pillole per restare calma. Pillole per tirarsi su. Pillole per riuscire a recitare. Pillole per sentirsi più sicura. Pillole per dimagrire. Pillole per riuscire a farcela, a restare viva. Ma saranno quelle stesse pillole che la uccideranno. E che lasceranno un deserto nel cuore degli unici due uomini che, seppur in chiave diversa, l'hanno davvero amata e conosciuta. Che l'hanno accettata per quello che era né più né meno: "una farfalla, una bambina che cammina su di un filo sospeso sull'abisso". (Antonio Tabucchi) . Tutti la guardano ammaliati e tendono le braccia per afferrarla, per strapparne un pezzetto. Ma Marilyn non poteva essere afferrata da nessuno. Nemmeno dalla morte. Marilyn è una candela che brucia esposta al vento. Ma la sua fiamma non può spegnersi. Perché il suo sorriso di cristallo, la sua pelle di burro e i suoi capelli di platino la faranno vivere per sempre. Lo spettacolo intende esplorare i lati più intimi e meno noti di Marilyn Monroe, mettendo in luce i suoi rapporti con due figure fondamentali della sua vita: Joe Di Maggio e Milton Greene. Questi legami, purtroppo contrassegnati da fragilità e incomprensioni, saranno al centro della nostra narrazione, come riflessi di un'epoca che ha contribuito a costruire il mito di Marilyn, ma che non ha saputo salvarla dal suo dolore interiore. La Marilyn che vogliamo raccontare non è solo quella che la storia del cinema ci ha tramandato come simbolo di sensualità, ma una donna alla continua ricerca di un equilibrio tra il suo bisogno di affetto e il peso della fama. Il contrasto tra la donna pubblica e quella privata sarà il cuore pulsante della nostra creazione.

Domenica
10 maggio, ore 16 (+lunedì 11 e martedì 12 maggio ore 10) IL MAGO
DI OZ. A grande richiesta 3 repliche speciali per il nuovo musical
con i Germana Erba's Talents, IL MAGO DI OZ a cura di Stefano
Fiorillo, Elia Tedesco, Gianni Mancini, Niurka Naranjo De Saà,
Simone Gullì e Gian Mesturino su musiche di Bruno Coli I G.E.T.
Germana Erba's Talents sono protagonisti del musical Il Mago di Oz.
Ecco il crew creativo della nuova produzione firmata Torino
Spettacoli con questa fantastica squadra di cantanti-attori-danzatori
e performer di musical: il testo è di Stefano Fiorillo che cura
anche la regia insieme a Elia Tedesco. Le musiche sono firmate da
Bruno Coli e le coreografie da Gianni Mancini e Niurka De Saa. Vocal
coach è Simone Gullì. Lo spettacolo, adatto a spettatori dai 3 ai
100 anni, ha il valore simbolico di omaggio a Gian Mesturino che ha
creduto in questo progetto e ne ha tra l'altro firmato la campagna
di comunicazione.
Vive sul palcoscenico una delle storie più
celebri di sempre. Siamo nel Kansas. Immense praterie sullo sfondo.
Il sipario si apre sul fischio acuto di un uragano. Gli effetti
scenici contribuiscono a ricrearne il vortice distruttore. Il
fondale della prateria si alza, scoprendo un secondo scenario che
rappresenta un paesaggio naturale immaginario fatto di alberi,
colline, cespugli, fiori… Tra la fitta vegetazione compaiono,
circospetti, i Mastichini, piccole e divertenti creature che abitano
quel mondo fantastico. La storia prosegue tra canzoni, balletti e
parti recitate e incontriamo la bellissima strega Glinda, lo
Spaventapasseri, l'Omino di latta, il Leone pauroso, Oz e… tutti
i personaggi che tanto abbiamo amato, ispirati al romanzo di
Lyman Frank Baum.
C. S.