Federico Fellini: due libri di interviste di Costanzo Costantini e Rita Cirio

29.08.2026

Due importanti libri per conoscere il regista Federico Fellini sono stati pubblicati dalla Casa Editrice Cue Press.

"Raccontando di me" (176 pagine, 27,99 Euro) è il frutto di una serie di interviste rilasciate all'amico e critico Costanzo Costantini. Il volume restituisce un Fellini in larga parte inedito in cui a riflessioni su come le proprie geniali opere sono nate e si sono sviluppate, si alternano a ricordi e giudizi su attori, produttori, sceneggiatori e tutti gli abitanti che popolano il microcosmo del set. Dai toni nostalgici della Rimini dell'infanzia, all'arrivo a Roma e agli studi di Cinecittà, fino ai successi mondiali de La dolce vita e Otto e mezzo, le parole del regista ripercorrono in tono ironico e disilluso cinquant'anni di cinema. Contributi di Daniele Costantini. Costanzo Costantini, nato nel 1924, è stato un giornalista, scrittore e biografo italiano. Laureato in filosofia, iniziò la sua carriera come redattore culturale per «Il Messaggero» e cronista mondano degli anni Cinquanta, approfondendo la vita notturna di Roma. Autore di numerose biografie e saggi, tra cui quelle su Federico Fellini, Mario Schifano, e Marcello Mastroianni, si distinse anche per il suo romanzo Ho tentato di vivere, adattato in film da Nicolas Roeg. Nel 1995, pubblicò un importante libro su Fellini, tradotto in diverse lingue. Costantini fu anche padre del regista Daniele Costantini. Tra le sue opere più note ci sono Roma al rogo (2008) e Cocaina a colazione (2011). Si è spento nel 2014.

"Il mestiere del regista" (128 pagine, 24,99 Euro) è un volume che raccoglie una serie di interviste di Rita Cirio con Federico Fellini, tenute tra la fine del 1992 e il giugno del 1993, offrendo uno spunto unico sulla sua esperienza artistica. Vengono esplorati temi come le eccentricità degli attori e delle attrici, il complesso rapporto con i produttori, che oscillano tra il pragmatismo e l'integrità creativa, e l'arte della regia. La conversazione, che si svolge tra ironia e nostalgia, è segnata dalla riflessione tra realtà e finzione. I tre testi, pur essendo autonomi, sono legati da una forte intertestualità in cui l'elemento autobiografico, sempre al confine tra il vero e il falso, diventa il punto di partenza per una riflessione che trascende l'io individuale e diventa un'esperienza collettiva per lettori e spettatori. Rita Cirio, architetto, assistente di Umberto Eco al Politecnico di Milano e poi al Dams di Bologna, ha cominciato a scrivere di arte e spettacolo nei primi anni Settanta. Per più di quarant'anni è stata inviato speciale e critico teatrale dell'«Espresso». Tra i suoi libri: cinque edizioni dell'Almanacco Bompiani, Serata d'onore (1983), Scenes d'objets all'italienne (1991, pubblicato in Francia), Dipingere il teatro (2000), Dodici cenerentole in cerca d'autore (1975) poi diventato spettacolo diretto da Pippo Crivelli negli anni Novanta, come Frammenti di un Discorso amoroso adattato per il teatro nel 2000. Per il teatro oltre a Roland Barthes, ha tradotto Yasmina Reza, Marguerite Duras, Woody Allen, Tom Stoppard.

Federico Fellini è considerato tra i più importanti registi della storia del cinema. Ben quattro sue pellicole, La strada (1954), Le notti di Cabiria (1957), Otto e mezzo (1963) e Amarcord (1973) hanno vinto l'Oscar come miglior film in lingua straniera. Oltre ai sopracitati, si ricordano quali pietre miliari della storia del cinema: I vitelloni (1953), La dolce vita (1960), Il Casanova di Federico Fellini (1976). Candidato dodici volte al Premio Oscar, gli è stato conferito nel 1993 l'Oscar alla carriera. Tra i suoi prestigiosi premi cinematografici vinti si ricordano la Palma d'Oro al Festival di Cannes nel 1960, il premio al Festival di Mosca (due volte nel 1963 e 1987) e il Leone d'Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.

M. P.


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