Dalla Siberia all’India sui passi degli evasi dal gulag in un libro di Sylvain Tesson

02.10.2026

Il libro di Sylvain Tesson, "L'asse del lupo" (Pino B Edizioni, 280 pagine, 17,90 Euro, traduzione di Giampiero Di Barbaro), racconta – come recita il sottotitolo – "Dalla Siberia all'India, sui passi degli evasi dal gulag". Maggio 2004. Sylvain Tesson parte dalla Jacuzia, nel cuore gelido della Siberia, con un obiettivo tanto ambizioso quanto folle: raggiungere l'India a piedi, seguendo lo stesso percorso degli evasi dai gulag sovietici.
Seimila chilometri attraverso taighe interminabili, steppe bruciate dal vento, il deserto infuocato del Gobi e l'Himalaya implacabile: è «l'asse del lupo», la rotta impossibile che solo i disperati in fuga osavano tentare.
Ispirato dalla controversa vicenda di Slavomir Rawicz – l'ufficiale polacco che nel 1941 sostenne di essere fuggito da un campo di prigionia siberiano e giunto fino in India – Tesson intraprende un'avventura ai limiti dell'umano. Nove mesi di solitudine estrema, a cavallo, in bicicletta e soprattutto a piedi, tra tempeste, fame, orsi e incontri indimenticabili. Un cammino che diviene anche un pellegrinaggio nella memoria del Novecento, sulle orme di coloro che preferirono affrontare la morte, piuttosto che rinunciare alla libertà. L'asse del lupo è un capolavoro della letteratura di viaggio, un inno alla libertà che vibra a ogni passo, una testimonianza della forza inesauribile della volontà. Perché nessuna frontiera, nessun regime, nessuna barriera naturale potranno mai incatenare l'anima di un uomo.

Sylvain Tesson è nato a Parigi nel 1972. È scrittore, giornalista, geografo e grande viaggiatore. Ha compiuto un giro del mondo in bicicletta, esplorato l'Himalaya e attraversato a cavallo l'Asia centrale. Autore prolifico, scrive resoconti di viaggio, saggi e romanzi. In Italia i suoi libri più noti sono Nelle foreste siberiane, La pantera delle nevi, Sentieri neri.

M. P.


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