Dalla Siberia all’India sui passi degli evasi dal gulag in un libro di Sylvain Tesson

Il
libro di Sylvain
Tesson,
"L'asse del lupo" (Pino B Edizioni, 280 pagine, 17,90 Euro,
traduzione di Giampiero Di Barbaro), racconta – come recita il
sottotitolo – "Dalla Siberia all'India, sui passi degli evasi
dal gulag". Maggio 2004. Sylvain Tesson parte dalla Jacuzia, nel
cuore gelido della Siberia, con un obiettivo tanto ambizioso quanto
folle: raggiungere l'India a piedi, seguendo lo stesso percorso
degli evasi dai gulag sovietici.
Seimila chilometri attraverso
taighe interminabili, steppe bruciate dal vento, il deserto infuocato
del Gobi e l'Himalaya implacabile: è «l'asse del lupo», la
rotta impossibile che solo i disperati in fuga osavano
tentare.
Ispirato dalla controversa vicenda di Slavomir Rawicz –
l'ufficiale polacco che nel 1941 sostenne di essere fuggito da un
campo di prigionia siberiano e giunto fino in India – Tesson
intraprende un'avventura ai limiti dell'umano. Nove mesi di
solitudine estrema, a cavallo, in bicicletta e soprattutto a piedi,
tra tempeste, fame, orsi e incontri indimenticabili. Un cammino che
diviene anche un pellegrinaggio nella memoria del Novecento, sulle
orme di coloro che preferirono affrontare la morte, piuttosto che
rinunciare alla libertà. L'asse del lupo è un capolavoro della
letteratura di viaggio, un inno alla libertà che vibra a ogni passo,
una testimonianza della forza inesauribile della volontà. Perché
nessuna frontiera, nessun regime, nessuna barriera naturale potranno
mai incatenare l'anima di un uomo.
Sylvain Tesson è nato a Parigi nel 1972. È scrittore, giornalista, geografo e grande viaggiatore. Ha compiuto un giro del mondo in bicicletta, esplorato l'Himalaya e attraversato a cavallo l'Asia centrale. Autore prolifico, scrive resoconti di viaggio, saggi e romanzi. In Italia i suoi libri più noti sono Nelle foreste siberiane, La pantera delle nevi, Sentieri neri.
M. P.