Aby Warburg e la filologia del futuro in un libro di Davide Stimilli

17.05.2026

Il libro di Davide Stimilli, "Homo divinans" (Neri Pozza Editore, 304 pagine, 30 Euro), racconta – come recita il sottotitolo – "Aby Warburg e la filologia del futuro". Scrive tra l'altro Davide Stimilli: "La mia esperienza come curatore dei suoi scritti mi ha aiutato a comprendere meglio il legame tra filologia e divinazione che Warburg ha stabilito nel suo famoso, se pure enigmatico, motto metodologico: «Il buon Dio si cela nel dettaglio». Per l'interdisciplinarietà e la resistenza a qualsiasi categorizzazione accademica della sua ricerca, Warburg è stato giustamente salutato come il fondatore e il più grande maestro di una disciplina che è ancora «senza nome». Il mio sottotitolo intende fornire un nome a questa disciplina anonima". A giudizio di Gertrud Bing «la persona di Aby Warburg aveva qualcosa del profeta dell'Antico Testamento. Tutti coloro che hanno sperimentato su di sé la piena misura e l'eloquenza della sua ira devono averlo avvertito».

Il libro è pubblicato nella collana "La quarta prosa", diretta da Giorgio Agamben, che scrive nella presentazione: "Gli studi che Davide Stimilli, dopo più di venti anni di appassionata ricerca, ha raccolto in questo volume sono forse il contributo più articolato e originale alla conoscenza di Aby Warburg, una figura enigmatica la cui importanza per le scienze umane del nostro tempo non cessa di crescere e rinnovarsi, se la biblioteca da lui fondata ad Amburgo nel 1921 continua ancor oggi nel prestigioso Istituto di Londra che porta il suo nome. Attraverso nove penetranti analisi, Stimilli è riuscito a dare un nome (la divinazione come filologia del futuro) alla "scienza senza nome" inventata da Warburg; ma non meno sorprendente è che alla fine i nove studi si rivelino altrettante sfaccettature di un cristallo che riverbera al di là di ogni immaginazione il più versatile e vivo ritratto di uno studioso. Tutti gli aspetti della vita e dell'opera di Warburg sono puntualmente evocati, dalla malattia mentale, di cui Giorgio Pasquali scrisse che era in un certo senso la continuazione della sua ricerca scientifica, fino all'Atlante Mnemosyne, alla cui composizione Warburg dedicò gli ultimi anni della sua vita. E se Mnemosyne – la memoria – è certamente la cifra ultima dell'opera di Warburg, la scoperta con cui Stimilli conclude la sua ventennale ricerca è che nel suo pensiero la memoria è inseparabile dall'oblio e che «il nome Lesmosyne (dimenticanza) merita di essere iscritto sopra l'ingresso della biblioteca Warburg non meno dell'altra dea, il cui nome è già indelebilmente associato al suo: MNEMOSYNE». Notizie sull'autore del libro: Davide Stimilli è uno dei principali studiosi di Aby Warburg. Si è laureato in filosofia presso l'Università di Pisa e, dopo aver conseguito un dottorato di ricerca in letteratura comparata presso la Yale University, ha insegnato in varie università degli Stati Uniti, da ultimo letteratura tedesca e comparata e studi ebraici alla University of Colorado a Boulder, Colorado. È autore di Fisionomia di Kafka (Bollati Boringhieri 2001) e curatore di La guarigione infinita. Storia clinica di Aby Warburg (Neri Pozza 2005).

A. P.


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