Storie e incontri di un comunista e democratico italiano nel libro di Goffredo Bettini

Un libro molto bello, per tutti, ma che non può non piacere soprattutto a chi ama la politica, quella di una volta, quella seria. Parliamo del volume – lezione di politica, ma anche un memoir emozionato ed emozionante – di Goffredo Bettini, "Attraversamenti" (PaperFIRST, 304 pagine, 18 Euro, prefazione di Massimiliano Smeriglio), che racconta – come recita il sottotitolo – "Storie e incontri di un comunista e democratico italiano". In questo questo libro è raccontato il rapporto tra Goffredo Bettini, da cinquant'anni militante e dirigente della sinistra italiana, prima del Pci e oggi del Pd, con alcune grandi o per lui significative personalità con le quali ha potuto avere un rapporto politico, culturale, ideale e anche intimo. Le pagine danno conto della temperie storica, morale e della qualità delle relazioni nei decenni che ci stanno alle spalle. Bettini, in ognuna delle amicizie e dei rapporti che racconta, lascia agli altri qualcosa e prende dagli stessi molto. Sono, infatti, prevalentemente racconti di amicizie. Gli amici si appartengono. E, per questo, riescono ad entrare l'uno nell'altro nelle parti meno esposte al pubblico, meno note. L'opera è divisa in vari capitoli ognuno dedicato a una persona diversa: Gianni Borgna, Pier Paolo Pasolini, Mario Tronti, Pietro Ingrao, Francesco Rutelli, Renzo Piano, Luciano Berio, Andrea Augello, Franca Chiaromonte. Lo stile cronachistico che Bettini ha scelto riporta episodi divertenti, inediti; così come riflessioni più di fondo, sull'oggi e sul domani; sull'arte e Roma, sulla politica e la filosofia. Nell'epilogo politico, sulla base di questi materiali così compositi e che danno il senso della dimensione ricca di un'esperienza personale e collettiva, l'autore dà un giudizio sull'attuale situazione della sinistra e del Paese e indica una suggestione per il futuro.
L'autore del libro, Goffredo Bettini (Roma, 5 novembre 1952), fin da ragazzo coltiva due grandi passioni: il cinema e la politica. È segretario del PCI di Roma ed entra nella Direzione nazionale del partito ad appena 32 anni. È l'ispiratore del "Modello Roma", con i Sindaci Rutelli e Veltroni. Gli viene affidata la responsabilità della costruzione dell'Auditorium di Renzo Piano. Ne diventa Presidente nel 1997, poi fonda e dirige la Festa del Cinema di Roma. Costruisce il Pd, di cui è coordinatore nazionale con Veltroni segretario. Membro del Parlamento, prima alla Camera e poi al Senato, viene eletto al Parlamento Europeo nel 2014. Dopo una legislatura, non si ripresenta. Convinto sostenitore del governo Conte II, supporta Zingaretti nella realizzazione di un'alleanza larga.
A. P.