La violenza dal Paleolitico al XXI secolo in un libro di Alfredo González-Ruibal

26.04.2026

Il libro di Alfredo González-Ruibal, "Terra bruciata" (Carocci editore, 412 pagine, 34 Euro, traduzione di Maurizio Ginocchi, prefazione di Andrea Augenti), racconta – come recita il sottotitolo – la "Storia della violenza dal Paleolitico al XXI secolo". «In una manciata di polvere vi mostrerò la paura»: le macerie della guerra evocano, nelle parole di T. S. Eliot, uno scenario desolato. Millenni di violenza collettiva, dal Paleolitico a oggi, hanno lasciato una scia di fosse comuni, rovine, fortificazioni. E, soprattutto, hanno fatto terra bruciata: strati di carbone, ossa e cenere che nascondono storie quotidiane, vite spezzate, memorie cancellate. Con lo sguardo dell'archeologo e la sensibilità dello scrittore, Alfredo González-Ruibal percorre i luoghi devastati dai conflitti in tutto il mondo per ridare voce alle vittime invisibili di queste atrocità. Dalle razzie del Neolitico al genocidio dei nativi americani, dalle campagne militari romane alle trincee del Novecento, fi no ai bombardamenti sul Medio Oriente, rivela il lato più crudo e intimo della nostra storia. E ci pone di fronte a una verità scomoda: la nostra inquietante propensione alla violenza.

Alfredo González-Ruibal ha conseguito un dottorato di ricerca in Archeologia preistorica all'Università Complutense di Madrid ed è ricercatore senior all'Istituto di Scienze del patrimonio del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC). È riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esperti di archeologia contemporanea. Con Terra bruciata ha vinto il Premio nazionale di saggistica 2024 in Spagna.

M. P.


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