“La Principessa di Lampedusa” di Ruggero Cappuccio al Teatro San Ferdinando di Napoli

Dal 4 all'8 febbraio 2026, al Teatro San Ferdinando di Napoli è in programma – riferisce un comunicato stampa – "La Principessa di Lampedusa" di Ruggero Cappuccio, diretto e interpretato da Sonia Bergamasco. L'autore con questo spettacolo restituisce il coraggio di una donna carismatica come Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, e la sua modernità. Madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – autore de Il Gattopardo – donna risoluta e complessa, Beatrice si staglia fra le macerie di una Palermo ferita dai bombardamenti del maggio '43, e trova le parole per raccontare in prima persona le passioni, i fallimenti e le follie che muovono un'intera generazione, mentre il presente si sgretola e la guerra imperversa. È una partitura di sentimenti interpretata da Sonia Bergamasco con la ricchezza espressiva di cui è dotata – un concerto di emozioni in cui esplode il vitalismo di un'anima sublime. Il ritmo intenso e musicale della scrittura di scena di Ruggero Cappuccio invita a una danza sottile: la voce si sdoppia, si moltiplica, intona e scompone la trama di una vita attraverso alcune immagini salienti. E la linea musicale che dialoga con il racconto è una trama essenziale della storia ed è orchestrata con sapienza dal compositore Marco Betta e da Ivo Parlati. L'occasione di orchestrare una partitura per fantasmi attraverso un corpo solo e una sola voce, dichiara Sonia Bergamasco, me la offre Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò: donna forte, indipendente, principessa in una famiglia complessa, ferita e geniale. Beatrice viene chiamata a parlare in prima persona da Ruggero Cappuccio, con cui ho collaborato pochi anni fa per dare corpo ad un'altra figura di donna indimenticabile, la Cassandra del mito. Ruggero Cappuccio – che a Beatrice ha già dedicato il libro La Principessa di Lampedusa – mi consegna ora la trama di un sogno, da mettere in scena come interprete e come regista. Una trama musicale, in cui la voce della protagonista, e le tante voci di chi lei ha amato, detestato, compreso e rifiutato si intrecciano e si inseguono, prendono corpo e spazio. Un teatro delle emozioni e del pensiero. La solitudine essenziale di una donna che, in un presente senza tempo, prende finalmente il suo tempo per raccontarsi e raccontare la storia. Ho immaginato una scena luminosa e vuota, in cui le tracce di una vita, le parole non dette, il desiderio di sentirsi ancora parte, e la certezza di esserne ormai definitivamente fuori, sono al centro del gioco. Un'occasione per me imperdibile di mettere alla prova ancora una volta la forma monologo e per verificare quanto spazio ci sia per dare ospitalità sulla scena a presenze e visioni, forte di una lingua e di una storia che parla al presente.
La
scrittura di Ruggero Cappuccio è una partitura di sentimenti
infuocati e slanci oltre la materia, interpretata da Sonia Bergamasco
con la ricchezza espressiva di cui è dotata, dando vita ad un
concerto di sentimenti in cui esplode il vitalismo di un'anima che
mira dritto al sublime.
Dopo la morte, agli esseri umani vengono
sottratte tutte le facoltà, tranne una: la possibilità di sognare.
È Beatrice di Lampedusa a scoprirlo. La principessa, bella,
coltissima, straordinaria pianista, disinvolta nell'uso di tre
lingue straniere, si trova di fronte a un'abbagliante rivelazione:
il suo trapasso è avvenuto, ma la coscienza è intatta. La sua vita
terrena la assedia come un impetuoso flusso onirico. Il profumo di
rosmarino, la sensazione tattile della seta, l'odore delle rose e
dei cavalli, il sapore dei dolci, la freschezza dell'acqua, la
percezione di musiche ubiquitarie, di paesaggi desertici invasi dal
sole, la circondano con struggente potenza. Il luogo in cui si trova
assume ora la forma di una realtà materica, ora l'astrattezza di
una dimensione spirituale. I fantasmi della sua esistenza tornano a
materializzarsi intorno a lei con incarnazioni sensualissime, con
disarmante comicità, con mille trame di vite corporee dense di eros,
di segreti, di nostalgie, di affilatissimi desideri. Suo figlio
Giuseppe, autore del Gattopardo, le sue sorelle Giulia, Teresa,
Maria e Lina, suo marito, le cameriere, i campieri, la giovane amica
Eugenia, attraversano il luogo di confine in cui la Principessa lotta
tra il ricatto di una vita fisica che ancora la adesca e
l'aspirazione a uno stato di pura contemplazione. Beatrice
considera il senso della sua vita e quello universale della vita in
sé con lo sguardo di chi ha varcato la linea della morte. La forza
della natura siciliana, la seduzione di oscure energie elleniche, gli
dei, il sangue, le guerre e l'anelito alla bellezza, sono il campo
magnetico in cui la Principessa, ancora attratta dal fascino dei
corpi, apre un duello per raggiungere la liberazione.
Crediti – "LA PRINCIPESSA DI LAMPEDUSA" di Ruggero Cappuccio, diretto e interpretato da Sonia Bergamasco. Musiche Marco Betta, Ivo Parlati, Charles Gounod, Nino Rota, scena Paolo Iammarrone, Vincenzo Fiorillo, costume Carlo Poggioli, luci Cesare Accetta, consulenza al suono Gup Alcaro, datore luci Antonio Palazzolo, aiuto regia Umberto Salvato, fonico Antonio D'Antuono, direttore di scena Errico Quagliozzi, aiuto fonico Luigi Aquino, sartoria Tirelli service, audio MUSICA&MUSICA service, luci MEGARIDE srl, segretaria di produzione Sabrina Codato, produzione Fondazione Campania dei Festival — Campania Teatro Festival.
M. P.