“La formazione delle decisioni nel mondo contemporaneo”: convegno a Caserta

18.01.2026

Mercoledì 21 gennaio 2026, dalle ore 10 alle ore 12, presso la sede di Confindustria Caserta – riferisce un comunicato stampa - si terrà il convegno "La formazione delle decisioni nel mondo contemporaneo", dedicato alla trasformazione radicale del processo decisionale nell'epoca della Singolarità tecnologica. Il punto di partenza è netto: la decisione non coincide più con l'elaborazione razionale di informazioni. Nell'attuale configurazione del potere globale, algoritmi, automatismi e sistemi predittivi non decidono, ma ottimizzano. In questo slittamento, la leadership rischia di ridursi a una funzione esecutiva, e la democrazia a una procedura svuotata di sostanza. Nel Mezzogiorno questa dinamica assume un carattere critico. Quando la decisione democratica rallenta, il Sud non entra in attesa: viene scavalcato. I territori diventano spazi di esecuzione di scelte assunte altrove – da centri finanziari, infrastrutture digitali e poteri transnazionali che non rispondono a nessun mandato civile. Il convegno propone un cambio di paradigma: abbandonare la retorica del "ritardo del Sud" e assumere la questione della sovranità decisionale come nodo politico e imprenditoriale centrale. La vera sfida non è competere sulla velocità della macchina, ma rivendicare la capacità di decidere laddove il calcolo non basta. L'incontro sarà introdotto da Paola Broccoli (Associazione Paolo Broccoli) e ospiterà gli interventi del Prof. Nelson Mauro Maldonato (Università Federico II) e della Prof.ssa Daniela Mone (Università Vanvitelli), con i saluti istituzionali di Luigi Della Gatta e Mauro Nemesio Rossi. Per la Professoressa Daniela Mone "di fatto, nell'arena digitale, la libertà di manifestazione del pensiero rischia di essere compressa non attraverso la censura esplicita ma mediante forme di condizionamento cognitivo indirette e difficilmente percepibili oltre che per effetto di poteri di sostanziale censura privata". Ma la crisi che stiamo vivendo non è solo economica e nemmeno semplicemente tecnologica : il Professore Mauro Maldonato sostiene infatti che «La crisi che stiamo attraversando è una crisi della facoltà di decidere. Abbiamo delegato il giudizio a sistemi che non conoscono il rischio, l'ambiguità, la responsabilità. Gli algoritmi non decidono: ottimizzano. Ed è proprio l'ottimizzazione a espellere la politica, il conflitto, la scelta. La democrazia vive di attrito, di mediazione. Oggi questo attrito viene percepito come un difetto da correggere, non come una garanzia di libertà. Le autocrazie e i governi algoritmici vincono in velocità perché hanno rinunciato al dubbio. Ma una decisione senza dubbio è solo un'esecuzione. Nel Mezzogiorno questa trasformazione produce un effetto devastante. Quando la decisione democratica rallenta, il Sud arretra. I territori vengono colonizzati da decisioni esterne, prese da infrastrutture tecniche e poteri transnazionali che non rispondono a nessuna comunità concreta e, soprattutto sostituiscono il giudizio umano con la previsione statistica. Ma il futuro non è una proiezione dei dati presenti. Chi pensa di competere rincorrendo la velocità della macchina è già sconfitto. La leadership, oggi, è un atto di resistenza. È la capacità di introdurre una discontinuità logica, di decidere dove il calcolo si arresta. Il Mezzogiorno ha bisogno di sovranità cognitiva: cioè della capacità di produrre decisioni, visioni, traiettorie autonome. Se rinunciamo a questa facoltà, la democrazia diventa un simulacro procedurale e il Sud una periferia della storia». 

C. S.