L’avventura allucinogena con la mescalina nel libro di Henri Michaux

Il
libro di Henri Michaux, "Miserabile miracolo – La mescalina"
(Quodlibet, 228 pagine, 16 Euro, traduzione di Claudio Rugafiori, a
cura e con un saggio di Carlo Mazza Galanti, con quarantotto disegni
e documenti manoscritti originali dell'autore), sottolinea che
"uscendo dalla mescalina si sa meglio di qualunque buddista che
tutto è soltanto apparenza. Ciò che c'era prima, era soltanto
illusione di salute. Ciò che c'era durante era illusione della
droga. Si è convertiti". "Miserabile miracolo" è il
primo libro che Henri Michaux dedica alle sue esperienze con gli
allucinogeni, in particolare con la mescalina. Laico e disincantato,
ostinatamente deciso a non rinunciare alla lucidità e al distacco
clinico di uno sguardo che è insieme poetico e scientifico sul
mondo, Michaux affronta la mescalina soprattutto come un'esperienza
dell'indicibile, una sfida, eminentemente letteraria, a esprimere
ciò che accade nei territori più remoti della mente, dove la parola
si disfa e non resta più nulla della coscienza ordinaria.
Nel
riportare queste avventure, lo scrittore non si accontenta di
rilevare l'impotenza del pensiero ma forza gli strumenti espressivi
fino a renderli conformi al proprio oggetto. Note a margine, elenchi,
neologismi, grafismi e disegni sono chiamati in causa nella ricerca
di un linguaggio preverbale, una sorta di stenografia capace
d'intercettare, alla loro stessa velocità, le disfunzioni
biochimiche del cervello, quel «meccanismo d'infinità» scatenato
dalla sostanza nella mente dell'intossicato. Il risultato è un
libro tormentoso e sottilmente ironico, un'immersione vertiginosa
negli abissi della coscienza umana e una prova di stile che lascia
senza parole. Maurice Blanchot lo definì «un libro fiero che
descrive con misura ciò che è smisurato».
Tra i massimi autori di lingua francese del Novecento, Henri Michaux nasce il 24 maggio 1899 a Namur, in Belgio. Emigra a Parigi nel 1924, dove entra in contatto con gli ambienti delle avanguardie storiche, quindi viaggia tra Asia e Sudamerica per più di dieci anni. I pellegrinaggi nel sud del mondo ispireranno alcune delle sue opere maggiori, come Ecuador e Un barbaro in Asia. Negli anni Cinquanta riceve la cittadinanza francese e si dedica alle esplorazioni degli stati di coscienza con l'aiuto di sostanze psicoattive da cui deriveranno alcuni libri, divenuti poi dei classici sull'argomento (Miserabile miracolo, Conoscenza dagli abissi). Michaux è anche autore di una vasta opera pittorica fortemente influenzata dalla mescalina. Nel 1965 rifiuta il Grand Prix National des Lettres e per molti anni la sola fotografia di sé che lascia circolare mostra la sua mano destra che regge la penna sopra un foglio di carta su una scrivania disordinata. Muore a Parigi nel 1984. Di Henri Michaux Quodlibet ha pubblicato: Altrove. Viaggio in Gran Garabagna. Nel paese della Magia. Qui Poddema (2005; 2022), Ecuador (2005), Conoscenza dagli abissi (2006) e Miserabile miracolo. La mescalina (2025).
D. P.