Il conflitto teologico tra ebrei e cristiani in un libro di Massimo Giuliani

09.08.2023

Massimo Giuliani nel libro "Il conflitto teologico – Ebrei e cristiani" (Morcelliana, 296 pagine, 21 Euro) ricostruisce le dinamiche che hanno caratterizzato il rapporto tra le due religioni attraverso tutta la storia occidentale. Le radici della contrapposizione affondano negli eventi verificatesi nel 70 dell'era volgare, ovvero innescati dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dell'esercito di Tito. Avvenimento che rappresenta un punto di svolta, a partire dal quale si è generata una serie di controversie teologico-politiche tra le due grandi tradizioni religiose monoteiste. Gli ambiti in cui si sono sviluppate e imposte diverse ermeneutiche della dimensione sacra riguardano soprattutto il significato di compimento delle Scritture, la sostituzione di Israele con la Chiesa, il rapporto tra lettera e spirito nella Bibbia, nonché - da parte cristiana - una lunga catena di pregiudizi antigiudaici. Massimo Giuliani, docente di pensiero ebraico all'Università di Trento, concentra il suo lavoro in una analisi profonda dei testi biblici ed esegetici, esaminando i modelli di relazione tra le due fedi nella storia e ricostruendo le ragioni dell'inimicizia. Uno scontro innanzitutto di matrice ermeneutica e che, nell'epoca del pluralismo, non può essere rimossa ma superata grazie a una profonda conoscenza reciproca, capace di creare le condizioni per un dialogo vero.

In "Excursus: un corpo a corpo, ad armi impari" (Cap. 1) Giuliani descrive la cesura della distruzione del Tempio da parte dell'esercito romano e le diverse interpretazioni dell'evento; è la data d'inizio della contrapposizione teologico-politica. Una sezione del saggio che si concentra anche sul nodo cruciale delle reazioni del mondo rabbinico a quelle che venivano considerate eresie cristologiche, fino all'inasprimento dello scontro verificatosi a partire dal basso Medioevo. In "Compiere le scritture. Il nodo ermeneutico (antiebraico) del sostituzionismo cristiano" (Cap. 2) l'autore studia i temi della dialettica tra tipologia e storia, nell'ambito della trasformazione delle scritture veterotestamentarie. In "Modelli negativi e icone positive della relazione. Conflitto, ambiguità, riconoscimento" (Cap. 3) si accendono i riflettori sulla concezione cristiana di relazione con il mondo ebraico e il giudaismo; e su quella - simmetrica ma speculare – degli ebrei con i cristiani e il cristianesimo. Relazioni da sempre caratterizzate da una discussione affilata. Nel conclusivo "Ebrei e cristiani alla ricerca di nuovi paradigmi" (Cap. 4) Giuliani sottolinea come, nel mondo contemporaneo, ebrei e cristiani possano andare oltre la tolleranza reciproca e instaurare dinamiche di sincero riconoscimento teologico.

Massimiliano Palmesano