“Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello al Teatro Mercadante di Napoli

Dal
18 al 29 marzo 2026, al Teatro Mercadante di Napoli è in programma –
riferisce un comunicato stampa – "Il berretto a sonagli" di
Luigi Pirandello, regia di Andrea Baracco. Riportiamo di seguito una
nota del regista Andrea Baracco: "Pirandello non è autore per
tempi di pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le
condizioni effettuali per comprendere l'autore siciliano; il
dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione
dell'io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità
dell'essere umano. In tempi di guerra se la realtà chiama,
Pirandello sa cosa rispondere; intravede la feroce e grottesca
maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i
tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora
sotto con "essere è apparire" o "conflitto tra vita e forma"
con il pirandellismo insomma; quell'insopportabile pozzo del
pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli
accadimenti per passare altrove, in un generico luogo, astratto.
Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con
Pirandello è quasi mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che
di capire ha chiuso l'autore dentro una formula lucida e
perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere
quello che hanno di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle
preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico.
Si vede solo allora come i grandi protagonisti della drammaturgia
pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi
pensatori al dettaglio. Proprio per questo, credo necessario
lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia: "Bisogna
liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e
pseudofilosofiche, da tutte le etichette concettuali, in una parola
del pirandellismo. Restituire all'opera pirandelliana quella verità
e libertà, quella effervescenza fantastica, che oggettivamente
possiede".
Cinque anni dopo aver scritto la novella La Verità,
Pirandello la trasforma nei due atti de Il berretto a sonagli, la cui
versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917 al
Teatro Nazionale di Roma.
In una delle lettere indirizzate a
Musco che metteva in dubbio le qualità della commedia e del suo
protagonista, Ciampa, Pirandello dice di come questo sia un
personaggio "strapieno di tragica umanità, non vivo ma arcivivo"
e parla del testo in questione come di un'opera "nata e non
fatta"; sottolineando con forza di come qualora negli interpreti
mancasse l'anima si ritroverebbero in bocca "l'imbroglio di
discorsi lunghi, incisi, da portare alla fine senza sapere come!
Bisogna leggere non le parole ma l'azione parlata, perché è
sempre tale il mio dialogo, non fatto mai di parole, ma di mosse
d'anima". Ecco, è lo stesso Pirandello che si smarca con
fermezza dal pirandellismo, da quel ragionatore impenitente, che
sembra sempre avere il pensiero troppo saldo e talmente ragionato da
non poter mai porsi nel luogo della contraddizione, dell'imprevisto,
dell'umano insomma.
L'umiltà dell'uomo Ciampa
giganteggia, il ridicolo lo infanga; è come se una lama inesorabile
gli spaccasse sempre più profondamente il petto, per mostrare il suo
cuore e allora si difende con parole vive e umanamente strazianti.
Comincia il suo percorso con una semplicità che gli consente di
avere aspetti comici, di una comicità ironica con cui si prende
ferocemente gioco dell'ottusità degli altri, per poi precipitare,
nella sua umiliazione da vinto, in una sorta di esaltazione lirica
che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso all'angoscia".
Crediti – "IL BERRETTO A SONAGLI" di Luigi Pirandello, regia di Andrea Baracco, con Silvio Orlando e con (in ordine di apparizione) Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti. Scena Roberto Crea, costumi Marta Crisolini Malatesta, luci Simone De Angelis, sound designer Giacomo Vezzani, revisione linguistica Letizia Russo e Andrea Baracco, aiuto regia Andrea Lucchetta, direttore tecnico Luigi Flammia, datore luci Christian Pizzingrilli, fonici Alberto Luciani e Gianrocco Bruno, sarta Piera Mura, macchinista Filippo Canfori, segretaria di compagnia Chiara Pazzini, amministrazione di produzione Mary Salvatore, management Federico Corona, direzione generale Maria Laura Rondanini. Una produzione Cardellino srl in coproduzione con Teatro Stabile dell'Umbria, Teatro Stabile di Bolzano.
D. P.