I vulcani Etna e Fuji protagonisti della danza al Teatro Astra di Torino

23.01.2026

Domenica 25 gennaio 2026, alle ore 17, nell'ambito della rassegna "Palcoscenico Danza", al Teatro Astra di Torino è in programma – riferisce un comunicato stampa – lo spettacolo "Brother to Brother – Dall'Etna al Fuji". Roberto Zappalà intreccia un dialogo tra i vulcani Etna e Fuji, tra danza e Taiko, su un originale e suggestivo tappeto sonoro. In scena nove danzatori della Compagnia Zappalà Danza e i musicisti Munedaiko danno vita a un rito fisico e musicale, in cui battiti e ritmi uniscono corpi, civiltà e memorie. "L'Etna ha l'aria della vecchiezza; il Fuji invece è l'immagine della gioventù, le sue linee suggeriscono il movimento, lo slancio. L'Etna è possente, ti fa pensare ad un gigante saggio, talvolta è terribile, ma anche allora sembra scuotere le sue catene con l'ineluttabilità misteriosa d'un destino notturno; il Fuji è agile, fiero come una spada, t'invita all'ardire… ll Fuji è anche vicino all'amore ed alla morte, a tutte le grandi follie; l'Etna invece è il tempo popolato di ombre senza fine". Le parole di Fosco Maraini ci guidano nella nuova creazione di Roberto Zappalà che indaga le forze misteriose della sua Sicilia in dialogo con la cultura giapponese influenzata anch'essa da un imponente vulcano, ponendole in un dialogo che evidenzia come la natura modelli il carattere dei popoli, tra natura e società. I "fratelli" evocati nel titolo sono il Fuji e l'Etna, i due vulcani per eccellenza della storia e dell'immaginario simbolico del mondo. Un dialogo tra due simboli naturali di due regioni opposte nel mondo che sono rappresentate ed evocate in scena maniera forte e vigorosa dalla performance dei danzatori della Compagnia Zappalà Danza e quella dei Munedaiko, artisti consacrati alla pratica e valorizzazione del tamburo tradizionale giapponese, "Taiko" (tai - ko: grande tamburo) dove la postura, il movimento e la concentrazione sono fondamentali. La ricerca musicale dei Munedaiko si innesta nell'imponente e suggestivo paesaggio sonoro composto dall'artista catanese Giovanni Seminerio. Patrocinato dall'INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania lo spettacolo è una coproduzione tra Scenario Pubblico | Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza e Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Marche Teatro e Fuori Programma Festival e ha debuttato in prima assoluta al Teatro Comunale di Modena il 31 ottobre 2025. Così come i vulcani sono all'origine dell'attuale conformazione del pianeta, la percussione è all'origine dell'arte musicale e culturale creata dall'uomo, a partire dal ritmo del battito cardiaco. I tamburi provocano bolle di suoni, di ritmi che "scoppiano" nelle orecchie e nel cervello degli spettatori; ritmi che i danzatori seguono e provocano allo stesso tempo in un fluire incessante, un respiro comune che armonizza i corpi, con le civiltà di origine e con le civiltà tra di loro, con la speranza oggi sempre più auspicabile che, come dice Fosco Maraini, possiamo essere "imbevuti di quell'olio confuciano necessario a lubrificare le ruote della convivenza civile". Tra ogni battito e ogni movimento si cela una pausa naturale, simile alla quiete che segue un'eruzione vulcanica: un momento di silenzio nel ritmo dell'esistenza. Questo equilibrio tra movimento e immobilità, tra suono e silenzio, riflette l'armonia presente in natura. Sebbene il corpo e lo spirito umano siano spesso guidati dall'energia e dal dinamismo, esiste una profonda connessione con i ritmi di pace che la natura offre: un ritmo che, come il silenzio tra i colpi del tamburo Taiko, invita alla riflessione, al rinnovamento e al ritorno alla calma interiore. "Silenzio e caos, movimento e quiete, Oriente e Occidente, natura e cultura: dualità che permeano questa creazione e riecheggiano un detto amato in Oriente: "Due è uno e uno è due."

La foto che pubblichiamo a corredo di questo nostro articolo è di Luigi Gasparroni.

CREDITI - "Brother to Brother – Dall'Etna al Fuji", regia e coreografia Roberto Zappalà, musica live Munedaiko, musica originale e soundscape Giovanni Seminerio, danza e collaborazione i danzatori della Compagnia Zappalà Danza: Samuele Arisci, Loïc Ayme, Faile Sol Bakker, Giulia Berretta, Anna Forzutti, Dario Rigaglia, Silvia Rossi, Damiano Scavo, Alessandra Verona, musicisti Mugen Yahiro, Naomitsu Yahiro, Tokinari Yahiro (Munedaiko). Da un'idea di Roberto Zappalà, drammaturgia Nello Calabrò, assistente alle coreografie Fernando Roldan Ferrer, set, luci e costumi Roberto Zappalà, realizzazione costumi Majoca, realizzazione scenografia Peroni, direzione tecnica Sammy Torrisi, ingegnere del suono Gaetano Leonardi, responsabile comunicazione Caterina Andò, comunicazione digitale Andrea Di Giovanni, Giuseppe Tiralosi, ufficio stampa nazionale Veronica Pitea, comunicazione visiva Maurizio Leonardi, organizzazione Annamaria Grasso, Lucia Inguscio, amministrazione Carmen Carace, Marica Runza, management Vittorio Stasi, distribuzione estero Elettra Giunta, direzione generale Maria Inguscio, coproduzione Scenario Pubblico | Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza e Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Marche Teatro e Fuori Programma Festival con il patrocinio di INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con il sostegno di MiC Ministero della Cultura e Regione Siciliana Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo.

D. P.