Eroine ed eroi shakespeariani al Teatro Astra di Torino con Lucilla Giagnoni

Al Teatro Astra di Torino, dal 7 al 12 aprile 2026, è in programma – riferisce un comunicato stampa – "A pelle nuda sul palco. Eroine ed eroi shakespeariani per voce femminile" di e con Lucilla Giagnoni, musiche originali Paolo Pizzimenti, luci Massimo Violato, produzione TPE – Teatro Piemonte Europa. Un'attrice su una pedana in controluce: è Romeo che contempla Giulietta al balcone ma anche Giulietta e poi Desdemona, Otello, Emilia, Lady Macbeth, Macbeth. Nel teatro di Shakespeare le donne non potevano recitare, non avevano voce, dunque lei, l'attrice, sta saldando un debito e riparando un torto. Interpretare i personaggi maschili è divertente e terribile. Calarsi nei panni delle creature femminili è l'esplorazione di un mistero, di ciò che non conosci di te, che porta fino al limite della morte, una fine violenta che tutte le volte sogni di poter cambiare. E visto che non è possibile qualcosa puoi loro donare: la tua voce. "Non si sa nemmeno se sia veramente esistito. Non si sa se fosse uomo o donna. O magari un alieno, una prodigiosa creatura capace di far luce su ogni ombra della natura umana. Il vero mostro è Shakespeare".
Note di regia: "Ho scritto la maggior parte degli spettacoli che ho interpretato. Mi sono immersa anche in grandi classici, dando vita alle loro parole. La mia prima vocazione infatti è quella dell'attrice: abito il palco come gli adolescenti la loro cameretta e, insieme, i pellegrini, un santuario. Avvolta nel nero di quinte e fondali, abbagliata dalle luci, ogni volta supero la soglia dello spazio/tempo e dialogo con i grandi artisti e artiste del passato. Il mio compito è farmi antenna, medium, medium poetica. Certo, richiede un lavoro di spoliazione: mettersi a pelle nuda è la condizione necessaria perché la vita fluisca da loro attraverso me oltre il proscenio. Trasmettere vita è uno dei doni più grandi del Teatro e, con lo sviluppo delle intelligenze artificiali e del virtuale, sarà un'esperienza sempre più concreta e preziosissima. Questa energia me la dà la Poesia perciò anche Shakespeare col suo teatro. I suoi personaggi, maschi e femmine senza distinzione, hanno segnato molte tappe della mia evoluzione. Potrei raccontare la mia vita, tramite loro. Sono in me: dormono, sognano, a colazione e cena, parlano, discutono, urlano, piangono, arrossiscono e…mi fanno la pelle, nel senso che me la rifanno ogni volta nuova: una rigenerazione profonda, cellulare. La si potrebbe definire un'estetica integrale. In chiusura di stagione dunque una nuova evidenza che è anche un claim: "Il teatro mantiene giovani e fa belli!". Giulietta, Desdemona, le streghe del Macbeth, Lady Macbeth. Ma anche Romeo, Otello, Jago, Macduff, Macbeth. Ecco i personaggi shakespeariani che ho interpretato: maschi e femmine, senza distinzione. Curioso perché nel Teatro di Shakespeare le donne non potevano recitare. Non avevan voce. Mi vien da pensare che è come se avessi saldato un debito. Interpretare i personaggi maschili è stato divertente e terribile come un transfert, un'esplosione. Ma calarsi nei panni di queste creature femminili è stata una vera e propria esplorazione di un mistero, di ciò che non conoscevo di me. Giulietta, Desdemona, le streghe, Lady Macbeth, un'esplorazione che arriva fino al limite della loro morte. Una fine violenta che tutte le volte sogni di poter cambiare. E visto che non è possibile qualcosa puoi loro donare: la tua Voce. Hanno bisogno di te e ti aspettano: Giulietta quando sei un'attrice agli inizi, Desdemona quando incominci a conoscere l'arte dell'incantamento, le streghe quando il sedurre è diventato il gioco più bello, Lady Macbeth quando desideri solo di esprimere la tua potenza. Chissà chi mi aspetta, ora. Avevo diciannove anni ed ero un pulcino spelacchiato quando Vittorio Gassman mi abbracciò, mi strinse forte e mi disse: "Piccolina, quando sarai la mia Lady Macbeth?" In quel momento mi sono sentita incoronata".
M. P.