Al Teatro Ricciardi di Capua successo per Biagio Izzo e la sua squadra

Recensione teatrale di Irene Antonelli
Biagio Izzo lo si può vedere dappertutto: al cinema, in televisione, nelle feste di piazza di piccoli e grandi paesi. Ma a teatro è tutta un'altra cosa, il palcoscenico è il suo ambiente naturale, dove dà il meglio di sé. Ha raccolto applausi quindi meritatissimi al Teatro Ricciardi di Capua (CE) con "Finché giudice non ci separi". Non è solo merito suo, ovviamente, come succede in tutti i lavori dove c'è la necessità di una squadra affiatata e all'altezza della situazione: bravi gli autori del testo, gli altri attori e il regista. Successo per tutti. La trama: Mauro, Paolo, Roberto e Massimo sono quattro amici, tutti separati. Massimo, libraio antiquario, è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha levato tutto: la casa, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. Con quello che resta del suo stipendio gli amici gli hanno trovato uno squallido appartamento, 35 mq. Massimo è disperato e i tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l'insensato gesto. Ognuno dà consigli su come affrontare la separazione, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico, un'avvenente vicina di casa suona alla porta. All'apparire dell'affascinante donna, gli amici hanno un guizzo. Ma la sorpresa sarà grande quando i quattro amici scopriranno chi è la donna misteriosa. E non è solo questo il colpo di scena. Una serata di risate, applausi a scena aperta e anche di motivi per riflettere sul dramma delle separazioni e dei figli dei genitori separati.
Crediti – "FINCHÉ GIUDICE NON CI SEPARI" di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli. Con Biagio Izzo e con Adriano Falivene, Carla Ferraro, Roberto Giordano, Adele Vitale; con la partecipazione straordinaria di Augusto Fornari. Regia Augusto Fornari, scene Massimo Comune, disegno luci Luigi Raia, costumi Federica Calabrese, musiche Gruppo SMP, Produzione A.G. Spettacoli.